A undici giornate dalla fine, il campionato entra nella fase decisiva. Domenica sera alle 20:45 si gioca il Derby della Madonnina tra Inter e Milan. I nerazzurri guidano la classifica con dieci punti di vantaggio sui rossoneri, secondi. Una vittoria dell’Inter potrebbe chiudere definitivamente i giochi; un successo del Milan riaprirebbe almeno aritmeticamente la corsa.
Ne parliamo con Raffaele Paolino, ex calciatore che in carriera ha vestito le maglie di Inter e Cagliari
L’intervista a Raffaele Paolino
Paolino, che partita si aspetta?
“La mia paura è che sia la stessa dell’andata: l’Inter fa la gara, tiene il pallino del gioco, e il Milan in campo aperto ti fa male. I rossoneri quando hanno spazio sono micidiali, soprattutto nelle ripartenze».
Il Milan può trovare le armi per colpire?
«Sì, perché ha giocatori che possono essere decisivi. Leao può essere pericoloso in qualsiasi momento. Nell’uno contro uno crea sempre apprensione e in un derby basta una giocata per cambiare tutto».
In caso di vittoria rossonera, il campionato si riaprirebbe davvero?
«No. Anche se il Milan vincesse e andasse a meno sette, non credo possa recuperare. Non le vincono tutte da qui alla fine, e l’Inter non le perde tutte. Il vantaggio resta importante».
Il calendario può incidere sulla rimonta?
«Gli scontri diretti li avrà il Milan, contro Juventus, Napoli e Atalanta. Sono partite che possono togliere punti e certezze. Per questo penso che, anche accorciando, la rimonta resterebbe molto complicata».
Quanto pesa l’eliminazione dalle coppe sul cammino dell’Inter?
«Pesa nel senso positivo. Dopo la prematura uscita dalla Champions League ai play-off, l’Inter ora è concentrata solo sul campionato. Non ha distrazioni, non ha turnover obbligati per le coppe. Con dieci punti di vantaggio e un solo obiettivo, difficilmente può lasciarsi sfuggire il titolo».
Ha parlato di un periodo particolare della stagione. A cosa si riferisce?
«Siamo in un anno in cui c’è anche il Mondiale. Qualcuno può iniziare a pensarci, magari inconsciamente può tirare indietro la gamba per evitare infortuni. È umano».
In questo discorso rientra anche Marcus Thuram?
«Può rientrarci. Thuram da qualche settimana non offre prestazioni convincenti. Non è più incisivo come a inizio stagione. Quando si avvicinano competizioni così importanti, può succedere che un giocatore pensi a preservarsi, anche senza volerlo. E in partite come il derby, se non sei al cento per cento mentalmente e fisicamente, la differenza si vede».
In definitiva, questo derby può decidere lo scudetto?
«Può indirizzarlo definitivamente se vince l’Inter. Ma anche se vince il Milan, per me lo scudetto resta indirizzato. L’Inter è padrona del proprio destino